ONNIAMORE
accettare di farsi
trasparenza (libro aperto)
lasciarsi attraversare
dalla vita - da morte-vita (rosa
e croce) -
da Colui-che-è: l' Onni-
amorevole
di fronte all'Assoluto
...immersi
nell'Assoluto -
quando il R a g g i o
assorbirà le ombre
da La difficile luce, 2005
* * *
QUALE AMORE
nell'amore sai non c'è ricetta
che tenga: è buona regola giocare di
rimessa / vuoi
possedere l'oggetto d'amore e
resistere all'amore Quello-che-si-
dona
tu cuore diviso tra cielo e
terra carne/amore non più che sparso
seme
[da Fuoco dipinto - 2002, edizione dell'Autore]
librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue
io-non-io: in me ti trascendi e sei
d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore
Da La difficile luce, 2005
*
ti avviti
con lucido delirio
nella folla
di parole
(tra sprazzi di
di coscienza e sogno
insegui
gibigiane echi:
ecco sfrondarti
forbici di luce:
la pagina è tuo lenzuolo
quando in amplessi
cerebrali
muori rinasci)
la tua anima di carta
ricrea armonie
in seno a spirali
più alte
[dalle poesie sparse su riviste]
Felice Serino
I
Forse accanto a te accrescerebbe
il disordine felice del sangue
e perderei il mio fiato
nell’arbitrio del vento che batte
ai rami del fico.
Ti vedo meglio
nella lucida festa del sogno
mentre l’anima scrive negli echi.
Pochissima cosa il pianto
che replica iridescenze di luna
e nel treno di parole sigilla
distanze disperate di attese.
Tu, delicato corpo
nato per amare nel meriggio
d’un pensiero fedele,
conosci lo sdegno
delle mie notti inquiete
sulla riva sabbiosa di gridi.
Ora la mia lettera al cielo
un seme senza nome violato
nell’ampiezza
del dolore che ha perso
la libertà di morire.
II
Conto gli anni
sulla cintura dell’orto
dove al gusto rozzo delle mani
mi offrivi
fragile rivale il tuo sesso.
Dolce male
Non ti sfiora
la lontananza del borgo
dove la fragola si scioglie
in cuore di labbra
e l’orgasmo non stupra
solitudini di pensieri più giusti.
Perché viviamo
ora tempeste di bucce raccolte
con mani ferite?
Su fili lunghi di albe
parlano bambini non nati
ma serpenti già adulti
nella maestà del tramonto.
A te desiderio lieto come l’ala
dello struzzo che corre
non svelerò il timore
che incide sulle guance
nomi scemati di speranze.
Resto qui.
La grazia del tuo nome
e il cuore si fa casa
del tuo corpo soltanto.
Araldo stanco al crocevia
del viaggio lungo
ti restituirò il mio viaggio di vita
e prenderò altri sguardi
dalla lampada che palpa
l’inverno bianco del muro.
Con il volto nell’ombra diffondo
la sublimità della parola che loda
la tua intelligenza
e l’abisso fresco del cielo
su elefanti di rocce.
Non più sorella buona la morte
spezza lampi di croci
sul palmo della terra
su cui noi piccoli animali lasciammo
rumori di fiato.
III
Abbatti gli olmi
cupole di gabbie per il mio corpo
separato dal mondo.
E’ venuta meno la favola.
Non più il fiore greco
eccelsa verginità sulla collina
insinua il sorriso
sulle nostre labbra e la passione
palpita violini nella gola
dell’aria che resta nel cerchio
di stelle verdi sul borgo.
Bisogna vestirsi di coccodrillo
e battere le monete del ventre
sui passi del fiume
ed uccidere
i sogni infarinati di gioia.
Io non darò più all’anima
i filamenti
di un’alba stordita di sesso
dio che sigilla gli spaventi
della vicina vecchiezza.
Ti guarderò, amore,
con ghirlande di gigli
sugli scorci nudi del ventre
esploso di fuoco.
Mi laverò con l’acqua di neve
per donare agli occhini carne
la tua immagine pura
e alla mente i pensieri inattuali
nei giorni diversi.
Silvio Vetere
UN DIO CIBERNETICO ?
vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)
vita sovrapposta alla sfera
celeste regno d’immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell’occhio-pensiero
[da Fuoco dipinto - 2002, edizione dell'Autore]
*
NELLA VALIGIA (NOTE DI VIAGGIO)
(il chi-siamo-dove-andiamo:
dove la mente
inlabirinta)
l'io
vestito di nebbia
promesso alla morte -
(nella valigia pronta la perdita
originaria la vita a
metà)
risucchiato come da un tunnel...
attraversato
da flutti di luce
destinazione: il Sé
[da Fuoco dipinto - 2002, edizione dell'Autore]
*
TRA ONIRICI LAMPI
tra onirici lampi
ride la tua immagine d'aria
intagliata nell'ombra del cuore
[da Fuoco dipinto - 2002, edizione dell'Autore]
*
[ispirata leggendo Il corponauta – appunti di viaggio di uno spirito libero, di Flavio Emer]
io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell’oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me
rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell’abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue
Da Il sentire celeste, 2006
*
se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani
su me che sono Altro
roveto che arde e non consuma
scommetti pure la tua vita
non vergognarti di me che sono il giorno
ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d’amore
sono il mattino che ti coglie
- cuore di madre
Da Il sentire celeste, 2006
Felice Serino
LA VITA NELLE MANI DEL VENTO
palpebre d'aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d'ombre
annegano il grido
dell'anima giocata a testa e croce
Da Fuoco dipinto, 2002
*
NEL ROVESCIAMENTO
(non vedi al di là del tuo naso scientifico):
è come leggessi sull'acqua
lettere storte: poiché noi siamo
nel rovesciamento afferma
la weil - e negazione
ci appare la grazia
[da Fuoco dipinto - 2002, edizione dell'Autore]
*
NEL PERDURARE LA LUCE
le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire
le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:
ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno - ricordi? -
Da La difficile luce, 2005
*
INFANZIA
sentirsi dèi - quasi
alati
senza peso (e
non sapere che la vita è breve)
età d’oro:
come se non dovesse
aver mai fine
oh lo stato originale -
Innocenza nostalgia dell’uomo
[dalle poesie sparse su riviste]
Felice Serino